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Terza cultura

Mappe concettuali per giovani poeti

Cercate la profondità delle cose, i legami nascosti. Vivete tratti di tempo in libri, quadri e sentieri sconosciuti ai più: arricchitevene, ma soprattutto, amateli e raccontateli con poliedrica passione.

Leggere procura moltissimi vantaggi, tra cui trovare ispirazione, aumentare la conoscenza, arricchire il vocabolario. Un libro esige innanzitutto una struttura del tempo fatta per leggere, un atto generativo. “Leggere, come io l’intendo, vuol dire profondamente pensare. […] La ragione ed il vero sono quei tali conquistatori che, per vincere e conquistare durevolmente, nessun’altra arme debbono adoperare, che le semplici parole. Perciò […] la cieca obbedienza, si è sempre insegnata coll’armi; ma la sana filosofia e i moderati governi, coi libri”.

(V. Alfieri, “Del principe e delle lettere”,1786)

L’inventore del “legarsi ad una seggiola per costringersi a studiare” a suon di “volli, sempre volli, fortissimamente volli” fu un gran giramondo, inquieto precursore del pensiero romantico anche nel suo stile di vita, sempre alla ricerca dell’autonomia ideologica. Una sorta di decadentista, un “dandy” ante litteram.

Su Rai Gulp nel programma “La banda dei fuoriclasse” cui partecipa anche Schooltoon con alcuni video, si costruiscono itinerari didattici di lezioni, filmati e collegamenti che toccano tutte le materie curriculari: dall’ambito umanistico e scientifico a quello musicale e sportivo, in una prospettiva di scoperta e interazioni. Il giovane illustratore Gabriele Pino prende appunti disegnando, creando mappe concettuali illustrate. È anch’egli un viaggiatore, appassionato di itinerari folkloristici e creature fantastiche delle fiabe della tradizione orale italiana. Il filo conduttore delle sue passioni l’ha portato fino in Valtellina, da pastori che tradizionalmente decorano con inchiostri alimentari le forme di formaggio destinate a stagionare anche dieci anni: dopo aver appreso dell’esistenza di una pittura su formaggio, possiamo affermare che per realizzare schemi e mappe concettuali efficaci si può partire dall’utilizzo di carta, penna, colori e una qualsiasi tecnica! Il creare uno schizzo iniziale consente di avere subito un’idea dello schema, mentre una completa realizzazione a mano può aggiungere l’originalità di un’opera d’arte. Per chi non abbia l’abilità del disegno a mano libera, in alternativa ci sono software appositi per lavorare direttamente sul computer.

Una mappa concettuale è una rappresentazione grafica delle relazioni tra diversi concetti ed i punti fondamentali del discorso, che vengono tra loro collegati attraverso frecce o frasi, esplicitando i nessi, le cause e le conseguenze di un processo. Abituarsi a creare collegamenti tra informazioni e a stabilire relazioni di causa ed effetto tra avvenimenti o concetti favorisce lo sviluppo del pensiero critico. Ma è anche, e soprattutto, un itinerario che tocca materie diverse, per similitudine o antitesi.

Si definisce terza cultura, quell’insieme di cognizioni intellettuali che va oltre la cesura tra cultura umanistica e cultura scientifica. Costruendo un dialogo creativo-costruttivo tra le tante e varie discipline, attività e competenze. Non dimentichiamo che in greco tekhnologhia significa trattato, esposizione sistematica di una scienza, grammatica di una lingua, e deriva dall’unione delle parole tékhne che significa arte e logos che vuol dire discorso: letteralmente «discorso sull’arte», dove con arte si intende il saper fare, un sapere esperienziale e vivo. Tecnicamente, le informazioni si organizzano per aree tematiche o sotto-argomenti.

Una mappa concettuale efficace deve sintetizzare un percorso tematico da seguire, attraverso parole chiave e frasi che rimandino ai singoli approfondimenti. Per esempio, per inserire riferimenti complessi, si può optare per una parola chiave, da inserire come nodo nella mappa concettuale, riportando accanto per iscritto la fonte (la pagina di un testo, il sito, il titolo del trattato) da cui proviene. Ciò permette di integrare in un unico schema nozioni e concetti tratti da fonti diverse.

 

Se non si può incasellare un’idea in uno schema precostituito fatto di convenzioni o di formule rigide e dal potere definitorio, cerchiamo di preservare in un certo spirito di “gioco”, l’irriducibilità a gabbie e regole.

Via libera, dunque, a differenti colori e stili: linee, frecce, in cerca di quel filo di bellezza che rivela il legame nascosto di logiche, eventi ed interrogativi, dei perché e dei se.

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